Nato a Uboldo (Varese) il
28 febbraio 1963.
Nel 1989, per la Carrera,
vince la Coppa Placci e il Giro del
Piemonte.
Nel 1990 vince 1 tappa (La
Napoule) della Parigi-Nizza; 1 tappa
(Biancavilla) della Settimana Siciliana ed è
vincitore G.P.M. (Maglia verde) al Giro
d'Italia.
Nel 1991 vince la Milano -
San Remo, 1 tappa e la classifica finale Giro
dei Paesi Baschi, la maglia a punti al Giro
d'Italia, 1 tappa (Val Louron) al Tour de
France e il G.P. Sanson (Marostica).
Nel 1992 conquista al Giro dell'Appennino 1
tappa (Pampeago) e la classifica finale al
Giro del Trentino; è vincitore G.P.M.(maglia
verde) al Giro d'Italia; conquista 1 tappa
(Sestriere) al Tour de France.
Nel 1993 vince 1 tappa
(Corvara) al Giro d'Italia, 1 tappa (Pau) al
Tour de France, la Classica San Sebastiano,
la Coppa Sabatini-Peccioli, la Coppa del
Giappone, la Cronoscalata della Futa (record
26'55") ed è vincitore G.P.M.(maglia verde)
al Giro d'Italia.
Nel 1994 conquista 1 tappa (Monte Alola) al
Giro di Galizia, le Tre Valli Varesine, 1
tappa (Boi Taull) e la classifica finale al
Giro Catalogna.
Nel 1995 vince il Criterium
Nizza, il Giro del Piemonte e la Coppa del
Giappone.
.......ed altro
ancora......
Breve
intervista a claudio
Chiappucci
1.Quando e come sei passato
professionista?
Sono passato
professionista all’eta di 19 anni, ho vinto
parecchie gare da dilettante e sono andato
alla inox pran/carrera
2.Chi sono stati I tuoi ciclisti preferiti da
piccolo?
Bernard
Hinault
3.Da dove viene il sopranome EL DIABLO? Chi
l’ha inventato?
Il Diavolo è
nato nelle prime gare in SudAmerica, sono
stati i tifosi a mettermi questo
soprannome.
4.Qual è il ricordo più bello della tua
carriera?
La prima
maglia gialla al tour del 1990 perchè
arrivata inaspettatamente ed ho potuto
correre da vero Leader, cosa che non mi sarei
mai immaginato.
5.La tua giornata più difficile sulla bici
Al giro di
svizzera al 2° anno da professionista causa
un incidente che mi ha procurato la rottura
della clavicola e del piede sinistro, questo
infortunio ha condizionato anche le stagioni
successive.
6.Il tuo avversario più difficile da
battere
Miguel
Indurain
7.Che ricordi hai dei tuoi mesi con Marco
Pantani? E il tuo rapporto con lui dopo?
Buoni
rapporti, anche se Marco era molto chiuso di
carattere, poi abbiamo preso strade diverse
andando in squadre differenti e non abbiamo
mai avuto modo di stringere un rapporto di
amicizia.
Sono molto dispiaciuto per come è andata a
finire ed il vero male di Marco è non aver
mai avuto degli amici veri.
8.Continuerai a fare corse di cicloturismo?
Anche in Spagna?
Si certo, è
la mia grande passione e lo farò fino quando
posso.
Si, spesso mi invitano anche in Spagna e
Francia e faccio molti stage con gruppi di
cicloturisti.
9.Sei ancora legato al mondo del ciclismo
professionistico? Diventerai direttore di una
squadra?
Si lo seguo con molta attenzione, mi
piacerebbe entrare attivamente nel campo
delle pubbliche relazioni.
Attendo alla finestra una possibile richiesta
che fino ad oggi non mi è mai stata
proposta.
10.Quali sono i principali cambiamenti nel
ciclismo di oggi rispetto a quello dei tuoi
tempi?
Principalmente la
preparazione atletica dei cistiti perchè si
concentrano per un determinato periodo della
stagione, prima si pensava ad essere più
competitivi nel tempo.
L’ evoluzione dei materiali ha fatto anche la
sua parte ma ha influito
marginalmente.
11.Oggi si ci sono tanti giovani talenti come
ai tuoi tempi o siamo in un periodo di
crisi?
Lo definirei
un periodo di stasi, noto che i giovani
talenti si mettono in evidenza per un
determinato periodo, sostanzialmente nei
primi anni di carriera e poi hanno dei cali
che non gli permettono di crescere
costantemente.
12.Cosa pensi dell’UCI pro Tour?
Non mi
piace.... allontana le
sponsorizzazioni.
13.Il miglior ciclista della storia.
Eddy
Mercx
14.Tu sei stato un ciclista molto coraggioso.
Oggi non vediamo attachi come i tuoi. Perche?
Mancanza di coraggio, forma fisica scarsa o
direttori troppo conservativi?
Sicuramente
manca il coraggio ed i ciclisti puntano al
risultato e basta, da non sottovalutare
l’operato dei direttori sportivi che sono
molto conservatori, il ciclista molte volte
non risponde alla proprie sensazioni e deve
attenersi ad ordini esterni impartiti via
auricolare.
15.Cosa pensi degli auricolari? Aiutano? Che
impatto hanno rispetto al passato?
Come detto
prima ho in impressione negativa e vieterei
l’uso delle auricolari che rendono il
ciclismo poco spettacolare ed
imprevedibile
16. Che differenze ci sono tra i grandi giri?
Si preparano diversamente? Perché?
Il Giro
arriva subito dopo le grandi classiche e
molti campioni lo snobbano per questo e
quindi preferiscono il Tour che arriva in un
periodo ideale, dopotutto il Tour ha un
fascino maggiore e garantisce introiti più
elevati, la Vuelta è più una rampa di lancio
e di preparazione per i Mondiali, sono pochi
i ciclisti che si preparano per vincerlo e
negli ultimi anni ho notato anche poco
interesse da parte del pubblico spagnolo che
è poco numeroso per le rampe delle grandi
salite.
17.Con 100 km di tappe a cronometro e le
tappe di montagna che si risolvono sempre
nell’ultima salita pensi che la vittoria nei
grandi giri è facile preda per il migliore
cronoman che sappia resistere in salita?
Se
continueranno a proporre crono molto lunghe è
inevitabile che sia così
18.Secondo te quanti km di tappe cronometro
ci dovrebbero essere in un tour?
Una
cronoscalata non oltre i 15 km una crono
piana non oltre i 45km il cronoprologo è
ininfluente e fa bene anche allo
spettacolo
19.Nelle tappe di montagna vediamo che la
battaglia tra i leaders arriva sempre alla
fine (ultima salita). Non stiamo perdendo
spettacolo? E’ colpa dei direttori
sportivi?
Esistono
pochi leader che possono attaccare e quindi
preferiscono non prendere l’iniziativa
mantenendo un atteggiamento conservatore..
come detto anche prima le auricolari hanno
rovinato l’aspetto imprevedibilità che un
ciclista può mettere in atto.
20.Cosa sarebbe succeso se Indurain fosse
stato un avversario di Armstrong?
Sicuramente
Indurain avrebbe vinto perché più forte.
Indurain aveva molti più avversari con cui
confrontarsi, Armstrong ha avuto sempre pochi
avversari che gli potessero dare realmente
fastidio
21.Chi vedi meglio, Cunego o Valverde?
Valverde è
più completo ed ha dimostrato di essere un
ciclista che si adatta meglio a tutti i
percorsi.
22.Chi sarà il succesore di Armstrong?
Difficile a
dirlo ed anche a pensarlo. Vedo bene
Valverde a mio avviso se mantiene le
aspettative sarà il ciclista da
battere
23.Chi sarà il prossimo
campione nel ciclismo italiano?
Sono molti
quelli sullo stesso livello, sicuramente i
papabili sono Cunego e Basso anche se ora Ivan ha alcuni problemi da risolvere.
24.Dacci qualche consiglio per diventare
professionista.
Molta
passione, caparbietà, saper soffrire, forza
di volontà.
25.La rivalità con Gianni Bugno è stata solo
una montatura giornalistica?
No
assolutamente c’èra molta rivalità tra di noi
perché avevamo delle caratteristiche simili,
questo mi dava una carica in più e davo tutto
me stesso per fare bene
26.Che ricordi hai della tappa del Sestrier
del tour?
Ricordo
benissimo quella tappa, l’ho preparata prima
perché ci tenevo a fare bella figura e poi
era l’unica tappa del tour che passava in
italia.
27.Quanto pensi che avresti potuto vincere,a
giro e tour,con un indurain di meno fra i
pedali?
Almeno 1
Giro ed 1 Tour in più. Ho tentato in tutti
i modi ma Indurain ha sempre avuto dalla sua
parte le cronometro.