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Area: Claudio Chiappucci - intervista

Claudio Chiappucci - archivio - intervista 2008

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Tappa di Varese negli studi di Radio 105 gazza

Claudio Chiappucci with Alfredo Martini

Claudio Chiappucci con Alfredo Martini (ex ciclista e direttore sportivo, fù commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo su strada.)

Nato a Uboldo (Varese) il 28 febbraio 1963. 

Nel 1989, per la Carrera, vince la Coppa Placci e il Giro del Piemonte. 

 Nel 1990 vince 1 tappa (La Napoule) della Parigi-Nizza; 1 tappa (Biancavilla) della Settimana Siciliana ed è vincitore G.P.M. (Maglia verde) al Giro d'Italia.

Nel 1991 vince la Milano - San Remo, 1 tappa e la classifica finale Giro dei Paesi Baschi, la maglia a punti al Giro d'Italia, 1 tappa (Val Louron) al Tour de France e il G.P. Sanson (Marostica).

Nel 1992 conquista al Giro dell'Appennino 1 tappa (Pampeago) e la classifica finale al Giro del Trentino; è vincitore G.P.M.(maglia verde) al Giro d'Italia; conquista 1 tappa (Sestriere) al Tour de France.

Nel 1993 vince 1 tappa (Corvara) al Giro d'Italia, 1 tappa (Pau) al Tour de France, la Classica San Sebastiano, la Coppa Sabatini-Peccioli, la Coppa del Giappone, la Cronoscalata della Futa (record 26'55") ed è vincitore G.P.M.(maglia verde) al Giro d'Italia.

Nel 1994 conquista 1 tappa (Monte Alola) al Giro di Galizia, le Tre Valli Varesine, 1 tappa (Boi Taull) e la classifica finale al Giro Catalogna. 

Nel 1995 vince il Criterium Nizza, il Giro del Piemonte e la Coppa del Giappone.

.......ed altro ancora......


Breve intervista a claudio Chiappucci 



1.Quando e come sei passato professionista?

Sono passato professionista all’eta di 19 anni, ho vinto parecchie gare da dilettante e sono andato alla inox pran/carrera

2.Chi sono stati I tuoi ciclisti preferiti da piccolo?

Bernard Hinault

3.Da dove viene il sopranome EL DIABLO? Chi l’ha inventato?

Il Diavolo è nato nelle prime gare in SudAmerica, sono stati i tifosi a mettermi questo soprannome.

4.Qual è il ricordo più bello della tua carriera?

La prima maglia gialla al tour del 1990 perchè arrivata inaspettatamente ed ho potuto correre da vero Leader, cosa che non mi sarei mai immaginato.

5.La tua giornata più difficile sulla bici

Al giro di svizzera al 2° anno da professionista causa un incidente che mi ha procurato la rottura della clavicola e del piede sinistro, questo infortunio ha condizionato anche le stagioni successive.

6.Il tuo avversario più difficile da battere

Miguel Indurain

7.Che ricordi hai dei tuoi mesi con Marco Pantani? E il tuo rapporto con lui dopo?

Buoni rapporti, anche se Marco era molto chiuso di carattere, poi abbiamo preso strade diverse andando in squadre differenti e non abbiamo mai avuto modo di stringere un rapporto di amicizia.

Sono molto dispiaciuto per come è andata a finire ed il vero male di Marco è non aver mai avuto degli amici veri.

8.Continuerai a fare corse di cicloturismo? Anche in Spagna?

Si certo, è la mia grande passione e lo farò fino quando posso.

Si, spesso mi invitano anche in Spagna e Francia e faccio molti stage con gruppi di cicloturisti.

9.Sei ancora legato al mondo del ciclismo professionistico? Diventerai direttore di una squadra?

Si lo seguo con molta attenzione, mi piacerebbe entrare attivamente nel campo delle pubbliche relazioni.

Attendo alla finestra una possibile richiesta che fino ad oggi non mi è mai stata proposta.

10.Quali sono i principali cambiamenti nel ciclismo di oggi rispetto a quello dei tuoi tempi?

Principalmente la preparazione atletica dei cistiti perchè si concentrano per un determinato periodo della stagione, prima si pensava ad essere più competitivi nel tempo.

L’ evoluzione dei materiali ha fatto anche la sua parte ma ha influito marginalmente.

11.Oggi si ci sono tanti giovani talenti come ai tuoi tempi o siamo in un periodo di crisi?

Lo definirei un periodo di stasi, noto che i giovani talenti si mettono in evidenza per un determinato periodo, sostanzialmente nei primi anni di carriera e poi hanno dei cali che non gli permettono di crescere costantemente.

12.Cosa pensi dell’UCI pro Tour?

Non mi piace.... allontana le sponsorizzazioni.

13.Il miglior ciclista della storia.

Eddy Merckx

14.Tu sei stato un ciclista molto coraggioso. Oggi non vediamo attachi come i tuoi. Perche? Mancanza di coraggio, forma fisica scarsa o direttori troppo conservativi?

Sicuramente manca il coraggio ed i ciclisti puntano al risultato e basta, da non sottovalutare l’operato dei direttori sportivi che sono molto conservatori, il ciclista molte volte non risponde alla proprie sensazioni e deve attenersi ad ordini esterni impartiti via auricolare.

15.Cosa pensi degli auricolari? Aiutano? Che impatto hanno rispetto al passato?

Come detto prima ho in impressione negativa e vieterei l’uso delle auricolari che rendono il ciclismo poco spettacolare ed imprevedibile

16. Che differenze ci sono tra i grandi giri? Si preparano diversamente? Perché?

Il Giro arriva subito dopo le grandi classiche e molti campioni lo snobbano per questo e quindi preferiscono il Tour che arriva in un periodo ideale, dopotutto il Tour ha un fascino maggiore e garantisce introiti più elevati, la Vuelta è più una rampa di lancio e di preparazione per i Mondiali, sono pochi i ciclisti che si preparano per vincerlo e negli ultimi anni ho notato anche poco interesse da parte del pubblico spagnolo che è poco numeroso per le rampe delle grandi salite.

17.Con 100 km di tappe a cronometro e le tappe di montagna che si risolvono sempre nell’ultima salita pensi che la vittoria nei grandi giri è facile preda per il migliore cronoman che sappia resistere in salita?

Se continueranno a proporre crono molto lunghe è inevitabile che sia così

18.Secondo te quanti km di tappe cronometro ci dovrebbero essere in un tour?

Una cronoscalata non oltre i 15 km una crono piana non oltre i 45km il cronoprologo è ininfluente e fa bene anche allo spettacolo

19.Nelle tappe di montagna vediamo che la battaglia tra i leaders arriva sempre alla fine (ultima salita). Non stiamo perdendo spettacolo? E’ colpa dei direttori sportivi?

Esistono pochi leader che possono attaccare e quindi preferiscono non prendere l’iniziativa mantenendo un atteggiamento conservatore.. come detto anche prima le auricolari hanno rovinato l’aspetto imprevedibilità che un ciclista può mettere in atto.

20.Cosa sarebbe succeso se Indurain fosse stato un avversario di Armstrong?

Sicuramente Indurain avrebbe vinto perché più forte. Indurain aveva molti più avversari con cui confrontarsi, Armstrong ha avuto sempre pochi avversari che gli potessero dare realmente fastidio

21.Chi vedi meglio?

E' un periodo dove, a causa egli eventi legati al doping sto valutando.

22.Chi sarà il succesore di Armstrong?

Difficile a dirlo ed anche a pensarlo proprio per i motivi sopra esposti.

23.Chi sarà il prossimo campione nel ciclismo italiano?

Sono molti quelli sullo stesso livello, sicuramente i papabili sono Cunego e Basso anche se ora Ivan ha alcuni problemi da risolvere ma ve ne sono altri che sto tenendo in considerazione.

24.Dacci qualche consiglio per diventare professionista.

Molta passione, caparbietà, saper soffrire, forza di volontà.

25.La rivalità con Gianni Bugno è stata solo una montatura giornalistica?

No assolutamente c’èra molta rivalità tra di noi perché avevamo delle caratteristiche simili, questo mi dava una carica in più e davo tutto me stesso per fare bene

26.Che ricordi hai della tappa del Sestriere del tour de France?

Ricordo benissimo quella tappa, l’ho preparata prima perché ci tenevo a fare bella figura e poi era l’unica tappa del tour che passava in italia.

27.Quanto pensi che avresti potuto vincere,a giro e tour,con un indurain di meno fra i pedali?

Almeno 1 Giro ed 1 Tour. Ho tentato in tutti i modi ma Indurain ha sempre avuto dalla sua parte le cronometro.


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