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Marco Pantani - Palmares
Marco Pantani ( 1970 - 2004).
È stato uno dei migliori scalatori di tutti i tempi, nel ciclismo professionistico su strada.
Forte di grandi risultati conseguiti nei dilettanti raggiunse l'apice della carriera nel 1998, quando riuscì a vincere, nei professionisti, sia il Giro d'Italia che il Tour de France, un'accoppiata riuscita solo a pochi grandi campioni.
Il simbolo che lo contrassegnò fu la bandana che spesso indossava mentre il suo modo di attaccare gli avversari sulle più ripide salite gli valse il soprannome di "Il Pirata".
La sua carriera subì un duro stop durante il Giro del 1999 quando, dopo la tappa, vinta, di Madonna di Campiglio, un'analisi del sangue rivelò un livello troppo alto di ematocrito, e portò alle conseguenti accuse di doping.
Dal fisico asciutto e compatto, "Il Pirata" era il classico scalatore.
Il suo primo importante acuto fu al Tour del 1994, dove ottenne il terzo posto nella classifica e dove vinse la tappa dell'Alpe d'Huez.
Era nato un nuovo idolo, ma durante la Milano-Torino Pantani venne coinvolto in una tremenda collisione con un automobile , che gli costò la frattura in due punti di una gamba e la paura per una possibile prematura fine della carriera.
Tornò a correre nel 1997, dove però subì un nuovo incidente al Giro d'Italia, che lo costrinse al ritiro.
Il recupero fisico però fu veloce e si ripresentò al Tour dello stesso anno, dove combattè a lungo per la maglia gialla.
Nel 1998 la consacrazione con la vittoria del Giro d'Italia, un giro che esaltò le sue doti di scalatore grazie al gran numero di tappe di montagna che gli permisero di accumulare un grande vantaggio da tener come dote nelle gare a cronometro dove Alex Zuelle e Pavel Tonkov era indubbiamente più forti.
Questo grande successo fu il preludio, appunto, alla consacrazione con la vittoria del Tour de France dove Pantani fu in grado di battere l'indistruttibile Ullrich, al quale inflisse quasi sette minuti in una strepitosa tappa di montagna.
Ullrich mostrò comunque il suo carattere andando all'attacco nella tappa successiva, ma era troppo tardi e Pantani divenne il primo italiano a vincere il Tour dopo Felice Gimondi nel 1965.
La sua vittoria assunse un importanza ancor più notevole in quanto era dai tempi di Van Impe che uno vero scalatore non vinceva.
Questo trionfo lo fece entrare nella leggenda. Al Giro del 1999 l'inizio della fine: quando era quasi certa la sua vittoria alla corsa rosa venne squalificato dalla gara per un livello troppo alto di globuli rossi, che poteva essere dovuto dall'uso di una sostanza vietata: l'EPO.
Per questo motivo "Il Pirata" venne squalificato, ma partecipò al Tour de France del 2000.
Anche se fuori dalla lotta per gran parte della corsa, Pantani mostrò un lampo del suo talento e della sua determinazione battendo il texano Lance Armstrong, sulla terribile salita del Mont Ventoux, quando insieme staccarono il resto del gruppo.
Malgrado le accuse di doping, Pantani rimase popolarissimo, amatissimo per la sua capacità di ravvivare le gare, e rendere indimenticabili le tappe di montagna.
Dopo un periodo scuro si ripresenta al Giro d'Italia, nel 2003, in buona forma facendo una complessiva buona prestazione anche se senza vittorie di tappa.
Ma questo non fu sufficiente a valergli l'invito a partecipare al Tour ed entrò così in una clinica per curarsi dalla depressione di cui da tempo soffriva, riducendo al lumicino le possibilità di rivederlo gareggiare in una grande competizione.
Il 14 febbraio 2004, l'epilogo finale della sua vita: venne trovato morto in un Residence di Rimini.
L'autopsia rivelò che il decesso avvenne per un arresto cardiaco causato da overdose di cocaina.
La notizia scosse tutti: i suoi numerossimi fans, ammiratori, gli sportivi e non solo, sempre lo ricorderanno come "Il Pirata", lo scalatore che lasciò un segno nella storia del ciclismo.
A noi rimane come uno dei pochi corridori ciclisti al mondo che abbia saputo essere un artista oltre che un ciclista. Un artista del pedale che ha saputo dare vero spettacolo, portando con se sorrisi, polemiche, pianti e feste.
Un vero personaggio del quale sarà impossibile cancellarne la memoria.
Simili a lui, non nella personalità e nello stile ciclistico ma nel tipo di messaggio artistico riconosciamo personaggi come Mario Cipollini e Claudio chiappucci. Altri due ciclisti indimenticabili.
PALMARES - La carriera in numeri
N.35 vittorie
N.1 Giro d'Italia ( 8 vittorie di tappa)
N.1 Tour de France ( 8 vittorie di tappa)
N.1 Vuelta de Murcia ( 2 vittorie di tappa )
Nella pagina di Marco...niente pubblicità per rispetto ad un vero e grande Campione.
La redazione di Claudio Chiappucci .it
E' a dir poco impressionante come questo personaggio abbia saputo infiammare i cuori di tifosi Italiani (Italiani con la I maiuscola) e di tifosi Internazionali.
Marco è stato, anche per noi un grande campione.
Marco ha saputo fare la storia del Ciclismo con la C maiuscola malgrado le sue stranezze e peripezie.
La dote di ciclista è di molti.
La dote del far spettacolo è di pochi e Marco Pantani era uno di quei ciclisti che avevano questa abilità, l'abilità di far spettacolo, ed è una abilità che pochi al mondo hanno avuto.
E' innegabile che la dote del "far spettacolo" sia una delle cose che "fa gola" a molti imprenditori del pedale.
Marco Pantani aveva queste doti e soddisfava queste richieste.
In queste cose ci auguriamo esista in futuro un atleta che possa eguagliarlo nella gesta ciclistiche e nella personalità assecondando eventuali difetti di Marco.
Un grazie profondo a Marco, ai suoi genitori ed ai suoi appassionati di allora e di sempre, vittime di una società "strana", come dice Marco stesso e vittime di una società per certi versi confusa da una ipocrisia mediatica senza confini e confinata nella mera tecnica dove, invece... vinca l'arte.
Prima ancora ancora che un ciclista Marco era......un artista.
L'Arte è la qualità con la quale una persona comunica e Marco era un comunicatore.
Non è mai esistito un ciclista come Marco e difficilmente ne esisterà uno come tale.
Per chi vuole capirlo, Marco ha svolto un lavoro incredibile come sportivo, come uomo, come artista e come rappresentante degli ideali di qualsiasi ciclista e uomo.
Marco ha saputo interpretare l'animo della gente nei pregi e nei difetti sapendo scolpire nel cuore di ognuno un solco indelebile che traccia e mostra il sogno di ognuno di noi cioè il sogno di poter "scalare" qualsiasi asperità nella vita.
Scalare le montagne è sinonimo dello scalare le difficoltà della vita.
Marco era uno scalatore
Marco è stato uno scalatore...perfetto.
Marco è uno scalatore.
Ha provato a scalare i sogni della gente e questo tipo si scalata è una delle cose più difficili da farsi nella vita.
Ed ancora una volta è arrivato e continua ad arrivare in vetta prima di tanti altri.
Grazie Marco!
La redazione
Guarda quanti amici ha Claudio nel mondo
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